© Parrocchia Sant'Agostino Modena
Dai documenti in nostro possesso non è facile stabilire con assoluta certezza la data di ricostruzione della Chiesa di San Barnaba, ma tuttavia si può ritenere con una certa sicurezza che la costruzione avvenisse intorno al 1189, ovvero quando la città di Modena fu ampliata.
Non si possono accogliere antiche leggende che volevano lo stesso apostolo Barnaba bandire nella nostra città la fede cattolica, per la qual cosa la cittadinanza avrebbe eretto, alla morte di Barnaba, un tempio nella città. La prima data in cui abbiamo certezza è il 1283
Anno nel quale l'allora rettore Stipulò un accordo con il mastro muratore jacopo arapi per la ricognizione della chiesa.
La primitiva chiesa sebbene piccola era costruita a 3 navate: Il portale principale era rivolto ad occidente e l'abside sì veniva dunque a trovare dove oggi è l'ingresso..
E ancora in un documento dell'8º secolo viene ricordata a cinquantina di san barnaba: La città di modena infatti era divisa per quartieri denominate dalle 4 porte principali e i quartieri in cinquantinaOssia rioni di circa 50 case che prevedevano il loro nome dalla parrocchia o dalla chiesa principale che si trovano in esse.
La più importante famiglia della cinquantina di san barnaba era la famiglia degli adelardi, che, con i rangoni i baugola e i boschetti erano le più e minenti della città.
Nel millequattrocentoquattordici il monastero di santa chiara fondato nel milleduecentocinquantuno da giovanna degli adelavi e Originariamente benedetto dall'allora vescovo alberto boschetti, situato fuori Dalla Porta di "Bazoara" Fu trasferito nella cinquantina di san barnaba.
Nel millequattrocentosedici reggeva la chiesa don giovanni di bazzao; erano anni di fama per la nostra chiesa che annoverava un religioso la cui notorietà aveva varcato i confini della città e al quale accorreva un gran numero di persone attirate dalla sua penitenza e santità il beato jacopo da caddiano vescovo di sebaste. Il beato jacopo morì in saint-barth nel millequattrocentocinquantacinque con la sua morte i pellegrini via scemarono, così che la chiesa piano piano ripiombò in cattivo stato.
Il ventidue giugno millecinquecentoottantotto con la bolla del diciassette giugno, papa sisto quinto sanzionava il passaggio della parrocchia e della chiesa di san barnaba ai padri minimi di san francesco di paola che ne avevano fatto richiesta, forti della protezione dell'aiuto del cardinale castruccio.
Intorno all'anno 1660 i frati minori intrapresero la ricostruzione della chiesa così come la vediamo anche oggi. Nel 1760 fu rifatta la facciata della chiesa e vennero collocate in 4 nicchie le statue, scolpite da dio diomiro cignaroli di verona, rappresentanti: san francesco di paola, sant'agostino, san barnaba e san michele arcangelo. I frati minimi di san francesco di paola Ressero la chiesaSino al ventuno novembre millesettecentonovantasei giorno nel quale il governo repubblicano sorpresse il monastero.
Dal milleottocentootto al milleottocentodieci fu retta dai PP. Carmelitani scalzi. Soppressa il 3 dicembre 1821 la parrocchia di san bartolomeo, tale titolo passò alla chiesa di san barnaba che lo mantenne fino ai giorni nostri, quando per i nuovi accordi con lo stato divenne parrocchia di san barnaba E non più di san bartolomeo nella chiesa di san barnaba.
Nel 1874 fu esposta all'immagine della beata Vergine del perpetuo soccorso e' vinta dal conte ferdinando tarabini. L'immagine è una copia della madonna che si venera nell'isola di creta che fu trasportata a Roma nel 1509 e posta nella chiesa di sant'alfonso. Il 14 dicembre milleottocentoottantacinque fu costituita la confraternita della beata Vergine del perpetuo soccorso e di san francesco di paola, tuttora presente nella parrocchia.
Un ultimo e grandioso restauro ebbe la nostra chiesa sull'inizio del 20º secolo per cura del priore don umberto guarco, insigne elettorato modenese. Al termine dei lavori di restauro l'11 giugno 1904 si celebrò la festa del patrono con pontificale del dell'arcivescovo natale bruni e il 12 giugno si solennizzò la festa della beata Vergine del perpetuo soccorso con pomodificare del cardinale svampa di bologna Cui seguì la processione con la venerata immagine.
Un ultimo accenno per ricordare i parroci susseguitisi nel dopoguerra: Don alfonso carafoli il quale si affiancarono tra il millenovecentocinquanta e il millenovecentosessanta, dapprima don norberto galli, che tra le innumerevoli iniziative svolte fondò il fraterno aiuto cristiano che tanto bene ha fatto nel territorio parrocchiale E don ermanno pollastri. A questo proposito bisogna ricordare la figura del maresciallo armando ruggeri, Oggi scomparso, che per tanti anni si è prodigato alla guida del sodalizio testimoniando una incrollabile fede nel signore.
Don angelo gavioli dal millenovecentosessantadue al millenovecentoottantuno che oltre a profondere un instancabile servizio alla parrocchia si dedicava alla cura pastorale delle carcere di sant'eufemia.
Don antonio mantovani dal millenovecentoottantuno al 1991 che ha operato particolarmente nell'ambito della pastorale familiare, sostenuto dalla sua esperienza di lavoro nel consultorio della diocesi da lui diretto sin dalla sua costituzione.
Don frango silvestri dal millenovecentoottantacinque al millenovecentonovantadue parroco di sant'agostino, la quale parrocchia è stata unita quella di san barnaba nel millenovecentonovantuno, impegnato nel mondo giovanile e nell'apostolato laicale. E da ultimo l'attuale parroco don giuseppe albicini Che tuttora instancabilmente cura la nostra comunità parrocchiale.
La Chiesa di San Barnaba
© Parrocchia Sant'Agostino Modena